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Primo incontro della III edizione di IN ART con Ferracuti-Marozzini e Demuru - Mangalavite

San Benedetto del Tronto | Domenica 9 dicembre, al Medoc di San Benedetto, il primo appuntamento della III edizione della rassegna In Art: protagonisti Angelo Ferracuti, Giovanni Marrozzini con “Gli spaesati” e Monica Demuru e Natalio Mangalavite con “Madera Balza”.

di Elvira Apone

la locandina dell'evento del 9 dicembre

Domenica 9 dicembre, dalle ore 18,30, presso il pub Medoc di San Benedetto del Tronto, riparte la rassegna letteraria e musicale In Art, già alla sua terza edizione. La rassegna è organizzata dall’associazione culturale “Rinascenza” con la direzione artistica di Annalisa Frontalini e con il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale e del Consiglio Regione Marche. Questo primo appuntamento avrà per protagonisti lo scrittore Angelo Ferracuti e il fotografo Giovanni Marrozzini, che presenteranno il loro libro “Gli spaesati. Reportage dalle zone del terremoto nel Centro Italia” (Ediesse), e, dopo la pausa conviviale, lo straordinario duo composto da Monica Demuru, (voce) e Natalio Mangalavite (pianoforte e voce) con il loro ultimo cd “Madera Balza” (Tǔk Music). A dialogare con gli ospiti il magistrato e poeta Ettore Picardi. Quello proposto domenica 9 dicembre sarà un affascinante viaggio nell’essenza della condizione umana che, con tutto il suo carico di sentimenti e di emozioni, con tutta l’intensità della parola scritta e cantata e con tutta la potenza delle immagini e della musica, percorre un tragitto emozionale che dal dolore della distruzione arriva alla gioia che la bellezza della vita, che vince su tutto, riesce a donare a ciascuno di noi.

Nato a Fermo, Angelo Ferracuti è reporter e scrittore. Ha pubblicato per Guanda, Einaudi, Feltrinelli e Laterza. Collabora con il Manifesto, Avvenire, Left, Venerdì di Repubblica, Lettura del Corriere della Sera, Millennium del Fatto quotidiano e con Radio3 Rai. I suoi ultimi libri sono "Addio" (Chiarelettere, 2016) e "Gli spaesati" insieme a Giovanni Marrozzini (Ediesse-Liberetà, 2018).

Giovanni Marrozzini lavora dal 2003 come fotografo freelance. Ha iniziato a realizzare reportage in vari paesi dell’Africa e poi in Argentina, dove ha sempre documentato i più deboli, i poveri, i malati, le donne discriminate. Per la Comunità Gruppo Famiglia di Porto San Giorgio ha effettuato un reportage sul reinserimento in società di ex pazienti manicomiali e, sempre in Argentina, ha documentato il fenomeno migratorio marchigiano per conto del Comune di Fermo, da cui è nato il libro “Echi, emigranti marchigiani in Argentina”. Nel 2008, in Palestina, si è occupato della salute fisica e mentale della popolazione palestinese; nel 2009, per conto della rivista giapponese Courrier Japon, insieme ad altri 131 fotografi di tutto il mondo, ha realizzato il progetto “This day of change”. Sempre sul tema della salute mentale, ha lavorato anche in Albania e in Camerun. In Paraguay si è occupato dei bambini di strada, toccando tematiche come la droga, la prostituzione, il disagio familiare, le violenze domestiche, confluite nel libro “Gran Via”. Per il 150° anniversario dell’unità nazionale, ha realizzato, con lo scrittore Matteo Fulimeni, uno spaccato fotografico e letterario del nostro paese, tema della pubblicazione e della mostra “ITACA Storie d’Italia”. Nel 2015, dopo un viaggio attraverso Brasile, Colombia e Perù, ha ricostruito una connessione tra le antiche leggende dei nativi del Rio delle Amazzoni e l’attuale vita quotidiana delle popolazioni e, nel mese di dicembre, ha creato la prima biblioteca ambulante in Amazzonia. Interessato al legame tra fotografia e letteratura, Marrozzini ha affiancato alla sua attività di ricerca l’organizzazione di workshop fotografici sia in Italia che all’estero, dando anche vita al progetto “Parolamia”, un’iniziativa culturale fondata sul baratto in collaborazione con la libreria Hoepli.

“Gli spaesati. Reportage dalle zone del terremoto del centro Italia”, che ha la prefazione del poeta Franco Arminio, rinnovando la pratica del reportage, documenta i terremoti del centro Italia del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017, che hanno devastato e cambiato per sempre la geografia dell’Italia centrale, fatta di piccoli paesi di montagna tra l’Umbria, il Lazio, le Marche e l’Abruzzo. Andando dentro il cratere, nella zona rossa dove tutto è cambiato nella vita di intere comunità, Angelo Ferracuti e Giovanni Marrozzini raccontano, attraverso parole e immagini, storie umane di profondo spaesamento, tra esodi nelle strutture alberghiere della riviera adriatica e forme di resistenza nelle frazioni sperdute, ormai destinate a diventare luoghi persi.

Attiva sulla scena teatrale e musicale dalla metà degli anni ’90, Monica Demuru ha sviluppato un percorso di ricerca sulla vocalità trasversale tra musicalità pura e drammaturgia, accostando collaborazioni negli ambiti più diversificati: dal jazz italiano, con Bollani, Rava, Moni Ovadia, Girotto, Petrella, Coen, Cecchetto, alla canzone pop d’autore, con Peppe Servillo e Avion Travel, Tetes de Bois, David Riondino, Paolo Benvegnù, Marco Parente, Musicanuda, Afterhours; dalla sperimentazione della musica contemporanea, improvvisata o di composizione, elettronica e acustica, con Elliot Sharp, Zeena Parkins, Hector Zazou, Scott Gibbons, Chiara Guidi, Claudia Castellucci, Giovanni Guaccero, Alvin Curren e Jato Orchestra, Gabrio Baldacci, Alessio Riccio, Giancarlo Schiaffini, Elio Martuscello, Ossatura, Luca Tilli, alla pratica autorale di composizione e creazione di spettacoli e performance per il teatro, eventi musicali e radio, con Luconi, Civica, Deflorian, Tagliarini, Andrea Camilleri, Lucilla Morlacchi e moltissimi altri.

Pianista, percussionista, cantante, arrangiatore e compositore latin jazz, pop, etnofolk ed elettronic, l’argentino Natalio Mangalavite ha lasciato la sua terra nel 1982 per poi giungere in Spagna, dove ha continuato a studiare e ha incominciato a lavorare con diversi musicisti locali. Dopo una sosta nel Senegal, dove ha imparato percussioni afro, è arrivato in Italia, in cui vive attualmente.
Ha suonato e arrangiato per Ornella Vanoni per più di venti anni, ha fatto televisione e suonato in diversi gruppi jazz e latin. Numerose le sue collaborazioni nel pop e nel jazz, tra cui quelle con Javier Girotto, Peppe Servillo, Fabrizio Bosso, El negro Hernandez, John Arnold, Massimo Bottini, Avion Travel, Paolo Fresu, Babara Casini, Fabio Concato e molti altri. La sua musica, attraverso cui cerca di trasmettere la propria esperienza di vita, è ricca di tante influenze: l’Argentina in primo luogo, ma anche il Brasile, l’Uruguay, l’Italia, l’impressionismo francese, il flamenco.

Madera Balza”, pubblicato nell’ottobre 2018, è il primo album realizzato da Monica Demuru e Natalio Mangalavite per la Tǔk Music di Paolo Fresu che, in occasione della loro partecipazione a Time in Jazz del 2016, gli ha proposto di incidere per la sua etichetta. Il concerto, che ascolteremo domenica sera al Medoc per la rassegna In Art, include brani tratti dal disco, frutto del lavoro che il duo ha portato in giro per l’Italia per quattro anni e che spaziano dal repertorio di tradizione folk, pop, cantautorale, jazz (De André, Conte, Victor Jara, Piazzolla, De Moraes, Jobim) a creazioni originali ispirate a due dei temi guida del festival Time in Jazz 2015 e 2016: mani e piedi. Accomunati da una propensione per la gioia del gesto creativo, da una tensione aperta alla brillantezza vitale del suono, da una ricerca originale di melodie e arrangiamenti, con testi originali e multilingue, Monica Demuru e Natalio Mangalavite proporranno al pubblico una forma canzone fortemente narrativa e aperta all'improvvisazione, sintesi degli incontri musicali e delle provenienze latine di entrambi.

Un’altra serata in cui varie arti si incontreranno e si intrecceranno all’insegna della bellezza, il cui volto, ancora una volta, si svelerà in tutta la sua purezza, autenticità e completezza.

INFO E PRENOTAZIONI: 0735/780869 (dopo le ore 18,00).

06/12/2018





        
  



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