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Nasce il progetto ‘Dacia Maraini Cantiere Teatro Marche’

Ancona | L'iniziativa valorizza i teatri storici, prezioso patrimonio del territorio. Giannini: "Un percorso a difesa delle donne, le meno tutelate e le più colpite dal disagio in quest'epoca di crisi"

Un momento dell'incontro

Si parla di storia d'Italia e di teatri storici, del Risorgimento e le sue figure eroiche che hanno contribuito a costruire il Paese, soprattutto le donne e il loro coraggio: è l'incontro con la scrittrice Dacia Maraini - martedì, 5 giugno, in Regione accolta dall'assessore alla Cultura, Pietro Marcolini, dall'assessore alle Pari Opportunità, Sara Giannini, dal direttore Amat, Gilberto Santini - a far rinascere la memoria storica con la sua opera di teatro civile Viva L'Italia, presentata al Salone del libro di Torino nello stand delle Marche dall'autrice stessa e messo in scena da una compagnia teatrale di giovani marchigiani.

 

"Un progetto editoriale sostenuto dalla Regione con grande soddisfazione - spiega l'assessore Marcolini - dove l'autrice descrive in modo incisivo le condizioni della popolazione del sud d'Italia evidenziando sofferenza e volontà di riscatto. Con il decisivo contributo delle donne, spesso dimenticato o sottovalutato, a cui dà visibilità e voce. L'interesse per il libro - specifica Marcolini - nasce anche dal fatto che nelle Marche c'è una forte tradizione di teatro".

E da Sara Giannini, la proposta di intraprendere assieme all'autrice, un "percorso di iniziative e azioni a difesa delle donne, le meno tutelate e le più colpite dal disagio in quest'epoca di crisi".

Dacia Maraini è tra le più conosciute scrittrici italiane e tra le più tradotte al mondo. La sua fama è legata anche al prolifico lavoro per il teatro: ad oggi sono più di 60 i testi teatrali da lei scritti, a cui si devono aggiungere numerosi progetti curati per la scena in questi anni. Si è dedicata e continua a dedicarsi al teatro soprattutto perché vede in esso una "straordinaria funzione formativa ed educativa", il miglior strumento "fatto di vero entusiasmo" che rende partecipi gli spettatori su problemi sociali e politici. Delle Marche, ha elogiato la grande passione per il teatro testimoniata anche dall'ottima conservazione dei tanti teatri storici che disseminano il paesaggio. Una regione che "ha vissuto in prima persona il processo di unificazione, sempre presente a favore della Repubblica. Ringrazio l'amministrazione regionale per aver sostenuto questo progetto, qui ho trovato non burocrati, ma persone, sensibili, disponibili e autenticamente attente culturalmente".

 

I teatri storici. Viva l'Italia si presta particolarmente a valorizzare i teatri storici delle Marche come luoghi eccellenti di cultura in stretto rapporto con i giovani e il territorio. Solo nel 1868, nel territorio regionale, erano attivi 113 teatri storici; più di 70 sono stati sapientemente restaurati e rappresentano un prezioso patrimonio culturale che ospita durante l'anno prestigiose stagioni teatrali, musicali o dedicate alla danza. Sono distribuiti su tutto il territorio regionale e costituiscono degli autentici scrigni d'arte, ricchi di architetture eleganti, affreschi restituiti alle cromie originali e sipari di grande pregio.

L'opera in scena. La rappresentazione teatrale del libro è stata messa in scena da una compagnia di giovani marchigiani, la compagnia senigalliese Teatro Manet, anche nella città sabauda a chiusura della kermesse del Libro, con l'attento e vigile accompagnamento della scrittrice.

"La nostra regione, ancora una volta, grazie all'impegno di questi giovani artisti, dimostra di essere un laboratorio di idee e di innovazione - ha aggiunto l'assessore -. Il testo di Dacia Maraini, opera di forte impegno civile, valorizza i nostri teatri storici quali luoghi di incontro culturale, in stretto rapporto con la comunità. È anche un'occasione in più per far conoscere e promuovere, sia a livello nazionale che internazionale, le bellezze storico-artistiche presenti in tutta la regione. Questo lavoro rappresenta un'opportunità ed uno stimolo per una nuova stagione di impegno sociale di cui il nostro paese ha urgente bisogno".

 

 

 

Il progetto "Dacia Mariani Cantiere Teatro Marche" realizzato da Regione, Amat, Fondazione Pergolesi Spontini, Comune di Sanigallia. Una profonda riflessione sul teatro, attraverso messinscene dei testi, pubblicazioni, seminari e convegni sul suo teatro, in collaborazione con le istituzioni culturali della Regione, dai teatri alle università: questo lo scopo del progetto che sta per avviarsi.

 

 

Tra le principali tappe: presentazione del libro e dello spettacolo "Viva l'Italia" in alcuni teatri della regione, assicurando un'adeguata copertura dell'intero territorio.

Oltre ad Ancona (lo spettacolo è già in programma nella rassegna estiva "Amo la Mole" di quest'anno), nel corso della stagione teatrale 2012/2013 si ipotizza di ospitarlo in altri teatri storici delle Marche; bando per la messinscena di un opera teatrale della Maraini riservato a compagnie teatrali professionali delle Marche, con contemporanea ripubblicazione del testo;
Svolgimento di seminari ad hoc sul teatro della Maraini in alcune università marchigiane.

 

 

 

 

 

 

 

Lo spettacolo teatroale. E' andato in scena al centralissimo Teatro Vittoria di Torino, a chiusura del Salone, lo spettacolo Viva l'Italia della compagnia senigalliese Teatro Manet, tratto dal libro di Dacia Maraini, scritto nel 1971 e ripubblicato recentemente (Ed. Perrone) con il sostegno della Regione Marche e del Comune di Senigallia. Lo spettacolo è stato organizzato a conclusione delle numerose iniziative realizzate dalle Marche in occasione del salone del Libro di Torino.

In atto unico, la rappresentazione ripercorre le vicende dell'Unità d'Italia, all'indomani dell'unificazione, assumendo come prospettiva quella di Ventosa, immaginario paese della Basilicata. Lo fa attraverso personaggi comuni a tratti tragicomici, dal linguaggio "nazional popolare", portatore di graffiante verità disincantata. Come fa Malopesce, cantastorie di Bagheria, filo conduttore dell'intera vicenda. O l'inedita figura della brigantessa Crocifissa. Ai moti e al percorso che hanno portato all'Unità, ha già detto Maraini "hanno partecipato artigiani, lavoratori, è stato un movimento di popolo e le Marche hanno vissuto in prima persona il processo di unificazione: sono sempre state presenti".

 

06/06/2012





        
  



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