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Il buon appetito vien studiando con l' Iiris

San Benedetto del Tronto | Questa mattina, gli alunni dell’Alberghiero hanno partecipato al convegno organizzato dall’Istituto di Ricerca del presidente Camillo Di Monte

ben mangiare

Rendere appetibili ai più giovani le tematiche della corretta alimentazione. Questo l'obiettivo centrato da Buonappetito, il convegno organizzato dall'Iiris al teatro dell'Arancio di Grottammare alta. La mattinata di oggi, venerdì 1° giugno, si è rivelata così un momento di approfondimento per gli studenti dell'Ipssar "Buscemi" che vi hanno partecipato grazie alla collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, i Comuni di San Benedetto e Grottammare, la Confcommercio di San Benedetto, la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, l'Ufficio Scolastico provinciale, la Picenambiente e del sostegno economico dello sponsor André Media Group, il quale permetterà la pubblicazione e diffusione degli atti del convegno nelle scuole superiori del territorio.
Ai giovani futuri cuochi, nella prima parte della mattinata, alla quale ha preso parte anche il sindaco di Grottammare Luigi Merli, l'Istituto di ricerca presieduto da Camillo Di Monte ha presentato alcuni dati preoccupanti sul sovrappeso. Uno su tutti, nel 2025 il 43% degli italiani potrebbe essere obeso, in sintesi quattro volte la cifra attuale, dato che nel Belpaese l'aumento dell'obesità infantile, dai 6 ai 9 anni, segna un + 2,5% ogni 5 anni.

«Le Marche - ha spiegato Vera Mascaretti, direttore Iiris - pur collocandosi al di sotto della media nazionale, del 26,2%, conta il 24% di giovanissimi fra i 6 e i 17 anni in sovrappeso e obesi. Inoltre 1/4 del campione in sovrappeso non ha genitori con eccesso di peso. Si esclude quindi il fattore genetico ma si entra piuttosto nella sfera del junk food, ovvero di un modo sbagliato di alimentarsi, fatto di calorie vuote, che non ci nutrono correttamente. Per ridurne l'utilizzo lo Stato aveva pensato di tassare bibite alcoliche e gassate, idea che però al momento è rimasta in sospeso». L' approccio sociologico e psicologico al cibo è stato trattato anche dalla biologa nutrizionista Raffaella Tosi e dagli psicologi Giulia Del Vais, dell'Asur 5 Marche e Aurelio Carassai.
Il discorso si è focalizzato in particolare sull'importanza della dieta Mediterranea, della piramide alimentare e di un ritorno all'utilizzo dei prodotti tipici a chilometro zero.

Il primo cittadino Luigi Merli ha dato l'esempio con il suo modo di fare colazione: pane abbrustolito, pomodoro e un filo d'olio. «Non prendo più il caffè i dolci, ma quella che in campagna veniva chiamata la bistecca agricola. Purtroppo stiamo perdendo la cultura della dieta mediterranea,fatta delle specificità locali, se riusciamo a riportare voi ragazzi verso una cultura del cibo più vicino alle nostre tradizioni ci guadagneremmo in salute ed economia».
E di filiera corta ha parlato anche l'assessore provinciale al Turismo Bruno Gabrielli che ha rivolto un invito agli studenti e ad albergatori e ristoratori di proporre nei propri menù sempre più piatti tipici: «Una cucina sana che il nostro territorio sta riscoprendo e che prende per la gola sempre più turisti interessati a quello che mangiano, dalla qualità alla cultura che c'è dietro al piatto. Vedi il brodetto, nato a bordo dei pescherecci dove in mancanza dei fornelli si cuoceva il pesce con l'aceto».


Giorgio Fiori, direttore della Confcommercio ha tracciato invece un quadro del modo di fare spesa oggi nella nostra Provincia: Dal 2007 al 2011 la perdita di potere d'acquisto delle famiglie ha portato a un consumo più razionale, ma c'è stato anche un cambiamento modo di mangiare. Si è puntato sul convenience food, tanti spuntini nervosi con snack ipercalorici.
Lo provano i risultati del progetto "Dimmi come mangi" che la dottoressa Tosi ha realizzato in collaborazione con l'Unicam. Il questionario, somministrato a 361 studenti, dai 14 ai 21 anni che frequentano le scuole superiori di San Benedetto, mostra come la maggior parte consumi quattro pasti al giorno,anziché cinque saltando spesso la prima colazione. Il 48% ha detto di aver mangiato in maniera incontrollata, e il 13% dei ragazzi ha ammesso di essersi procurato del vomito dopo un pasto.
Il 65% campione dice di svolgere attività fisica, ma molti si riferiscono alle due ore di educazione fisica che si fanno settimanalmente a scuola. E il dato forse più preoccupante è che 206 di loro su 361 consumano bevande alcoliche, pari al 57%.
Sull'abuso di alcol da parte degli adolescenti si è soffermata la dottoressa Giulia Del Vais. Il dato chock è che le Marche sono al primo posto per il consumo giornaliero di alcol, mentre l'Italia è al primo posto per il consumo di bevande alcoliche tra 11 e 13 anni e per ricoveri per coma etilico.

Le conclusioni sono state affidate alla dottoressa Simona Flammini dell'Ufficio Scolastico Provinciale:« Il problema dei nativi digitali è che passano 10-11 ore seduti, tra la scuola, pc e tv. Il Ministero della Salute e quello dell'Istruzione stanno facendo tanti progetti nelle scuole per incentivare il consumo di frutta e verdura a partire dai distributori nelle scuole». La Flammini ha insegnato ai ragazzi la semplice regola dello 0-5-30, un prefisso che vuol dire "Zero sigarette, 5 pasti e 30 minuti di camminata". Un buon inizio prima di concludere il convegno Buonappetito con un buffet offerto dal bar Monfleurie in piazza Peretti.

01/06/2012





        
  



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