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Canducci:"Sulla nota inviata dalla Provincia di Ascoli Piceno, vorrei fare alcune precisazioni"

San Benedetto del Tronto | Non vi è dubbio, pertanto, che nulla è stato tralasciato proprio perchè questo parco non vuole trasformare il nostro mare in una riserva inaccessibile ma, vuole essere un primo esempio nazionale di corretto utilizzo della risorsa marina.

Paolo Canducci

L'iter per l'stituzione del Parco Marino Piceno, che speriamo sia giunto all'atto conclusivo, è stato lungo, complesso e approfondito.
L'istruttoria portata avanti dal Ministero dell'Ambiente ha visto coinvolti non solo gli Enti che insistono sul tratto di mare interessato ma anche tutte le categorie economiche interessate, in particolare i pescatori di vongole.

A seguito di questo coinvolgimento molte delle osservazioni e richieste da loro avanzate sono state accolte, la più importante è stata la riduzione del tratto di mare intercluso all'attività di pesca che nella prima versione era pari al 27% e che oggi nella versione definitiva è inferiore al 20%. Inoltre si è concordato di coinvolgere la Regione marche per introdurre incentivi e aiuti, inclusi i contributi per la dismissione delle imbarcazioni, ottenendo la disponibilità del governo regionale.

A seguito di queste modifiche, nel corso di una riunione tenutasi al Ministero dell'Ambiente si trovò un sostanziale accordo, circostanza confermata dai tecnici del Ministero intervenuti alla riunione del 4 febbraio, e successivamente si è proceduto a concludere l'istruttoria.

Non vi è dubbio, pertanto, che nulla è stato tralasciato proprio perchè questo parco non vuole trasformare il nostro mare in una riserva inaccessibile ma, vuole essere un primo esempio nazionale di corretto utilizzo della risorsa marina, programmando interventi e progetti per migliorarne la pescosità e la salubrità delle acque, favorendo così uno sviluppo di tutte le attività economiche che dal mare traggono sussistenza, da quelle turistiche a quelle della pesca e tutelando i cittadini e i turisti che hanno diritto a bagnarsi in acque sicure.

A questo si aggiunga che la presenza di un' area marina protetta, così come è stata disciplinata, permetterà di intercettare più facilmente risorse regionali, nazionali ed europee per interventi di controllo della qualità delle acque dei fiumi, principali fonti di inquinamento del nostro mare, oltre a un monitoraggio costante del nostro mare, nonchè finanziamenti per interventi omogenei e coerenti di difesa dell'intera costa picena fermana, favorendo così quei comuni più piccoli, come Altidona, Campofilone, Pedaso che altrimenti da soli avrebbero enormi difficoltà ad accedere a fondi regionali per la concorrenza delle città maggiori come San Benedetto, Ancona, Senigallia, Civitanova.

Non bisogna dimenticare, tra l'altro, che potrebbero partire una serie di attività di promozione dei nostri prodotti ittici contraddistinti dal marchio del Parco che permetterebbero di guadagnare fette di mercato attente alla qualità e alla tracciabilità del pescato, valorizzando economicamente il prodotto stesso ed evitando così l'altalena dei prezzi che in alcuni periodi dell'anno rende quasi antieconomica l'attività di pesca. Stessa cosa può avvenire nel settore turistico.

In definitiva l'istituzione del Parco marino del Piceno è senza dubbio una grande opportunità per tutti e vanno apprezzati gli sforzi di quei comuni e della Provincia di Ascoli che fino all'ultimo ci hanno creduto e che domani potranno giovarsi della loro tenacia e lungimiranza.

E' chiaro che ci possano essere dubbi, soprattutto in chi non ha seguito direttamente tutto l'iter, ma mi permetto di dire a tutti di fidarsi e di non buttare a mare, è propio il caso di dirlo, anni di duro lavoro che hanno visto coinvolte decine di persone, non solo politici, ma seri professionisti e specialisti, tutti concordi nel definire necessaria e fondamentale questa scelta.

In questi casi la politica dei distinguo, dello scontro tra poli, delle campagne elettorali perenni deve fare un passo indietro e dare spinta a questo progetto, impegnandosi all'interno dell'Ente Gestore a trovare le soluzioni migliori per risolvere i problemi che di volta in volta si presenteranno. E proprio per questo la presenza delle Province di Ascoli e di Fermo all'interno dell' Ente Gestore diventa fondamentale, in quella sede si potranno e dovranno approfondire le tematiche con spirito costruttivo volto a favorire lo sviluppo economico del nostro territorio nel rispetto dell'ambiente, unico approccio possibile per superare la crisi di un'economia che sino ad oggi, non solo da noi, ha fondato tutto sulla produzione e sull'incentivo ai consumi a discapito della qualità e della salute.

Amici amministratori non sbagliamo, i nostri cittadini ci guardanio e si aspettano da noi risposte credibili e di lungo periodo, uniamoci nel portare avanti con decisione il progetto di istituzione del Parco Marino Piceno (Fermano), iniziando sin da oggi a ragionare sul funzionamento dell'Ente Gestore e su una campagna di informazione per far capire e conoscere a tutti, operatori economici e cittadini, le innumerevoli opportunità offerte da questa scelta.

Paolo Canducci.

07/02/2010





        
  


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