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Ritardi nelle nomine nelle Partecipate: Gionni incalza l’Amministrazione

Ascoli Piceno | Perché tanto ritardo nelle nomine dei funzionari delle società partecipate comunali? Secondo il Pd Mauro Gionni il Sindaco sarebbe alle prese con troppe promesse elettorali difficili da soddisfare.

di Redazione

Mauro Gionni

Nonostante siano trascorsi molti mesi dalla proclamazione dei Consiglieri Comunali e dall'insediamento del Sindaco eletto l'8 giugno scorso, il Consiglio comunale non ha ancora provveduto a stabilire gli indirizzi per la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune e della Provincia presso enti, aziende ed istituzioni.

"Troppi aspiranti, troppe promesse elettorali, ora difficili da soddisfare": questo il motivo di un tale ingiustificato ritardo nelle nomine secondo il Consigliere Provinciale Mauro Gionni, impegnato nella campagna elettorale per le regionali di marzo.

"La prolungata inespressione dei prescritti indirizzi da parte del Consiglio e la conseguente tardiva nomina dei rappresentanti comporta - spiega l'esponente del Pd - la permanenza in carica degli attuali amministratori delle Societa comunali, alle cui nomine ha dovuto necessariamente provvedere il Commissario straordinario assegnandole, provvisoriamente, ad alcuni dirigenti del comune. Con ciò perpetrandosi l'illegittima situazione di commistione nella gestione di pubblici servizi i quali nominati si pongono, al tempo stesso, nella posizione di controllore e il controllato".

Il movimento finanziario delle tre società comunali partecipate rappresenta, nel complesso, oltre la meta dell'intero bilancio comunale e circa un terzo della consistenza lavorativa rispetto a quella del Comune; "in nome di sani concetti di trasparenza e buona amministrazione dettati dall'articolo 97 della Costituzione, dei quali Castelli si fa buon vanto di trapiantare nella conduzione dell'Arengo, il Sindaco stesso, acquisiti gli indirizzi da parte del Consiglio comunale, dovrebbe dare avviso pubblico per la presentazione di domande, corredate da curricula, da parte di quanti (non assessori, ne consiglieri comunali) aspirano ad essere designati amministratori delle società partecipate o di enti di secondo grado, con ciò rispettando non solo le sopra riportate disposizioni di legge ma anche la previsione dettata all'articolo 37, terzo comma, dello Statuto comunale".

"Si ripete - secondo Gionni - il comportamento autoritario ed illegittimo adottato nell'ultimo decennio dall'ex Sindaco Celani. Nulla di nuovo, dunque. ‘100 giorni fa e nata la nuova Ascoli', ma i metodi sono vecchi e collaudati. Si assiste ad una pubblica amministrazione locale chiusa, abbottonata, impenetrabile al cittadino che desidera conoscere il funzionamento dei pubblici servizi, i responsabili degli stessi e gli amministratori delle società comunali".

Ne è un esempio il sito informatico del Comune dove si riscontra una sostanziale assenza di informazioni riguardo le Società partecipate, il loro spazio operativo, i servizi pubblici che esse svolgono, gli amministratori in carica: "alla faccia della trasparenza amministrativa e della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica!".

07/02/2010







        
  


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