Il Progetto "Casa del Sol" nella giornata internazionale per rifugiati
Grottammare | In occasione della giornata internazionale per il rifugiato è stata indetta ieri una conferenza stampa per la presentazione di vari progetti orientati all'accoglienza dei rifugiati tra cui quello "Casa del Sol".
Un momento dell'incontro a Grottammare er la Giornata Mondiale del Rifugiato
Sono stati illustrati ieri durante la conferenza stampa tenutasi presso il palazzo comunale di Grottammare, i progetti rivolti all'accoglienza per rifugiati promossi dalla Provincia di Ascoli Piceno, nella persona dell'assessore alle politiche sociali Licia Canigola, l'Associazione G.U.S. Gruppo Umana Solidarietà rappresentata da Paolo Bernabucci, l'Associazione On the Road, il Comune di Grottamare nella persona del consigliere Daniele Mariani, il Comune di Ripatransone e di Montelupone, nonché alcuni dei principali operatori coinvolti.
Tanti gli Enti e molte le associazioni i quali, grazie alla sapiente costruzione di una rete comunicativa e di stretta collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno hanno contribuito alla riuscita di diversi progetti socio-umanitari dedicati a tutto coloro che per motivi politici, economici o familiari, hanno chiesto asilo nel nostro paese, vivendo da rifugiati.
Uno dei progetti vincenti prende il nome dalla struttura deputata all'accoglimento dei rifugiati: La Casa del Sol, innaugurata nel 2005 e situata nel territorio di Ripatransone, dove attualmente sono ospitate 17 persone.
L'Assessore Maurizio De Angelis di Ripatransone ha tenuto a ringraziare la provincia di Ascoli Piceno che pur sostendendo in toto l'intero progetto, si è resa sempre disponibile a coinvolgere l'ente dal punto di vista decisionale affinché non sorgano mai equivoci di sorta.
Alla nostra domanda: "Come avviene l'incontro tra il rifugiato e l'Ente?"
L'Assessore Canigola ha dichiarato: "in realtà questo come altri progetti simili sono gestiti dal Ministero dell'Interno che tramite la propria sede centrale si occupa dell'accoglienza dei rifugiati dandone succesivamente una collocazione territoriale a seconda della disponibilità degli Enti, tra cui la provincia di Ascoli Piceno sicuramente ha dato prova di grande sensibilità. Vi è dunque - aggiunge l'assessore - un filo diretto che lega il Ministero con la provincia affinché ogni rifugiato si senta a casa propria"
Gli operatori presenti hanno tenuto a specificare cosa si intende per accoglienza: "trattasi di un supporto a tutto tondo che parte dal vitto e alloggio, sino all'assistenza sanitaria, psicologica, ai corsi in lingua italiana, alla formazione al lavoro per poi concludersi nel migliore dei casi con l'inserimento lavorativo, o con il ricongiungimento delle donne rifugiate con i propri mariti che magari vivono in altri paesi, ed in sala vi era proprio una di queste famiglie ricongiunte, che grazie a tale progetto ha potuto trovare un supporto vero ed autentico".
A garantire i servizi, come ci spiega l'assessore alla provincia Canigola vi sono 4 operatori ed una coordinatrice psicologa del'Associazione On The Road, nonché una funzionaria Provinciale Silvana Catani.
L'assessore Canigola non ha risparmiato qualche polemica rivolta al Governo e alle attuali politiche sull'immigrazione clandestina dichiarando " trovo assurde le decisioni prese dall'attuale maggioranza che anziché mirare ad accogliere persone come noi ma meno fortunate, tendono esclusivamente a punire. E ancora - siamo tutti cittadini del mondo e la libertà deve essere garantita tanto ai cittadini italiani quanto agli stranieri"
Anche Grottammare è impegnata nell'accoglienza come precisa il Consigliere Mariani: il comune ha messo a disposizione 5 appartamenti dove attualmente vengono ospitati gli immigrati. Tale intervento come quello dedicato al popolo saharawi, ci pone in linea con le politiche sociali attuate dalla provincia.
Altro progetto, più giovane in quanto innaugurato circa un anno fa ci viene presentato da Solla Eugenio, responsabile del progetto Casa dei Mattoni dove i beneficiari sono i minori ai quali viene prestato aiuto anche e soprattutto attraverso la promozione di una cultura orientata all'accoglienza anziché alla diffidenza. E' importante - conclude Solla - far capire alle persone quanta sofferenza si nasconde in questi viaggi della speranza che sempre più spesso si concludono in tragedie, come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca registrati nei mari di Lampedusa.
19/06/2008
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