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Diario di spiaggia 2

| Analisi a 360° sul termine "Cultura".

di emme

Troppa cultura. Il Sapere, come il danaro faticosamente guadagnato e risparmiato, andrebbe speso a piccole dosi. Socrate, che era un furbacchione ed amava i paradossi, diceva di sapere di non sapere e, per prudenza, non mise mai niente per iscritto. I giovanotti callipigi che lo seguivano, lo consolavano come s'usava allora e, visto che non sapeva niente, cercavano di spiegargli le cose. Spiega oggi, spiega domani, si ritrovavano ad aver, finalmente, fatto uso della Ragione e Socrate era tutto contento.

Al giorno d'oggi non c'è in giro alcun Socrate che non abbia da far altro che bighellonare, però tutti portiamo, grazie a lui, con maggiore o minore successo, la Ragione dentro la scatola cranica. E la Ragione ci dice, se la interroghiamo, che, la Cultura individuale è legittimamente comunicabile nella piccola frazione che serve per "sentire" la Cultura collettiva e vivere in armonia col nostro personale ecumène.

E' tuttavia difficile  resistere alla voglia  di sfoggiare il di più che sappiamo e non sembra che la sorte di Socrate, che si lasciò tentare dalla vanità di atteggiarsi a Sapiente, insegni alcunché ai Saggi del nostro tempo. Nota: i Saggi del nostro tempo sono, non c'è bisogno di dirlo, i "Politici".                      

Poca cultura. Un ex Assessore Regionale alla Cultura che, a mio avviso, ebbe, in tale veste il merito di una visione globale del patrimonio culturale regionale, ragione per cui non fa più l'Assessore, punta il dito sul deficit culturale di San Benedetto individuandolo come una delle cause del degrado turistico di questa Città. Come non essere d'accordo?

Tuttavia la Cultura non è soltanto l'occasionale manifestazione c.d. "culturale", ma un modo di essere, di vivere, di vedere il mondo in un certo modo, di sublimare e trasformare in valori attività quotidiane (come la pesca, per esempio, se volete, o il "riportare il Porto al centro della città", qualunque  cosa significhi)). Or è che tutto lascia presagire una profonda trasformazione culturale antitradizionale con la fondazione di una casa da gioco da parte di smaniosi commercianti e politici.

Senza entrare nel merito del perché e del come cambieranno certi valori che, oggi, fanno sambenedettesi i sambenedettesi, a nessuno sfugge il simbolismo implicito nella voluta trasformazione del palacongressi, centro della zoppicante cultura cittadina, in una bisca legalizzata.

Credo che bisognerebbe sapere chi è favorevole e chi contrario a questo affare, perché, altrimenti, rischiamo una gran confusione a dibattere fra chi concepisce la Cultura in un modo, chi la concepisce in un altro e chi la scambia per una gazzosa e, domani, rischiamo di sbagliare dando il Voto.

A proposito: con la gazzosa, imbattibile, per via della biglia nella serpentiforme bottiglia, il chinotto, la cedrata, etc.etc. (tutta roba in commercio, compreso il rabarbaro), perché non proporre anche una "Sagra dell'Acquaticcio", una "Giornata dell'"Agresto", la "Settimana dell'Orzata", la "Festa del Rosolio", il "Premio di Poesia Idrolitina"  e – cosa difficile, ma non impossibile, con l'aiuto di esperti rabdomanti – un gioioso "Festival dell'Acqua di Fonte"?

Cultura musicale. A Macerata si va, in questi giorni, per "Cavalleria" e "Pagliacci". Prima che la platea della terza età versi lacrime e le giovanette tentino di darsi un contegno di fronte alla vicenda di Canio, ecco il tenore presentarsi da solo, con quel che segue. Il mio vicino di poltroncina, settore centrale, mormora: "Ma io quest'aria l'ho sentita a San Benedetto… erano i "politici" che, durante il "caso Ceneri", pensando alle elezioni a venire, cantavano in coro 'Io Sono  Il Prologo..' . Peccato che non si sia esibito anche il Signor Sindaco, con un definitivo  "…, vado fuori all'aperto…".

Ad Ascoli, invece, c'è un Assessore allergico ai "banchetti" per la raccolta di firme che, però, è di gentile animo; tanto ama la musica che offre alla Città un annunciatissimo concerto di "Musica Celtica". A giudicare da certe recensioni apparse sulle cronache locali, deve essersi trattato poco meno di un evento paragonabile alla Prima della IX Sinfonia di Beethoven. 

La cultura degli altri. La Carisap (Marini Marini, per essa. Non s'era mai visto uno così bravo in quel posto. Durerà poco! ) acquista per poca moneta la collezione d'arte di Pericle Fazzini, uno dei pochi grandi artisti del nostro tempo, e ne farà un museo a Grottammare. A San Benedetto, invece, abbiamo opere di Nespolo, Kostabi, Baj ed eletta compagnia. Volete mettere al confronto un figurativo, un passatista, quasi un manierista, come quel Fazzini che sta nel Vaticano insieme agli abusati Buonarroti Michele Angelo e  Di Sante Raffaele?!

Chissà se qualcuno si ricorda che vi fu un tempo che si discusse se erigere da queste parti un monumento opera di Fazzini. Non se ne fece nulla, perché "nemo profeta in Patria". L'abbiamo scampata bella!

Tuttavia, il  nostro provvido e culturale Municipio, una cosa la potrebbe fare: assumersi l'onere (e l'onore) di chiedere alla Carisap di concedere in prestito quella collezione per una mostra estiva al Palacongressi. Suvvia, signor Sindaco e signor Assessore alla Cultura, un po' di coraggio: per una volta, invece di comprare pacchetti preconfezionati,  provate a farla voi una mostra di rilievo internazionale!. Dio ve ne renderà merito e, forse, anche il Corpo Elettorale.

Cultura politica.1 Un mio amico che se ne intende perché ha fatto anche l'Assessore ed ha perso innumerevoli tornate elettorali, ascolta benevolmente le mie perplessità di Cittadino Ancora Votante:

"Perché hanno cacciato l'Assessore Ceneri? – Perché vogliono cacciare l'Assessore Sestri? – Perché un Sindaco, invece di servire gli Elettori e, magari, andarsene a casa, sta lì a fare quel che gli dicono ed obbedisce a dare e togliere deleghe?"

Pazientemente mi spiega:

"Per capire occorre una Cultura Politica… Come diceva un celeberrimo uomo politico: "La Politica non è un affare per signorine di buona famiglia!" Capito l'antifona?"

"No! Non ho capito e, comunque, sto dalla parte delle signorine, o signore, di buona famiglia."

"Ecco, appunto! – esclama trionfante - Penso anch'io che l'avv. Ceneri potrà essere un buon Sindaco, di quelli che non si fanno mettere i piedi sul collo…".

Ovviamente, non capisco e sospetto che sia impazzito, a mettersi a pensare ad un nuovo Sindaco due anni prima della scadenza, ma non mi stupisco più. Adesso mi è chiaro che tutto dipende dal fatto che non ho una Cultura Politica e, con un sospiro di sollievo, disdico l'appuntamento con il mio spiritato psicoterapista.

Cultura Politica. 2  Leggo in un Editoriale che "La Politica è una cosa seria". Poco male: prima o poi tutti cadiamo nel tòpos. Anzi, i luoghi comuni godono di una cattiva fama largamente immeritata. Se nessuno l'ha fatto, scriverà un "Elogio dei topòi ". Però, ho un dubbio. E se si tratta di un refuso, un banale errore e la frase originale era: "I Politici non sono persone serie."? Allora non si tratterebbe più di un luogo comune, ma di un assioma, non vi pare?  

Cultura turistica. Anche questa, come il coraggio, chi non ce l'ha, non se la può dare da solo. Io, per esempio, certi grandi "affreschi" avveniristici non li capisco e non me ne fido, perché alle belle parole di oggi, quando domani bisognerà metterci dentro qualcosa, ci si dirà di essere pazienti "perché  Roma non fu fatta in un giorno"… Ecco perché, per governare le città, c'è tanto bisogno di gente seria, che sa il fatto suo, anche in tema di vocazione turistica. Voglio dire i "Politici", s'intende! Del resto, oggi è di moda essere "visionari", come dice il VIP dei VIP. E pensare che, a meno di essere Luther King, una volta aboliti a malincuore i roghi, i "visionari" finivano al manicomio! Lasciamo dunque che i Politici casalinghi facciano il loro mestiere, inventino le più belle visioni, poi, chi ha più filo, tessa.

L'umile suddito che paga le tasse e, quindi "i servizi", nonché le indennità a Sindaco ad Assessori ed anche gli stipendi ai dipendenti comunali e che non ha una "cultura turistica", può solo affidare alla sopportazione "delli Superiori" alcune sciocche considerazioni.

1) Stanno avendo grandissimo successo, a sud di Rimini, e a nord di Pescara le "Spiagge per cani". Da noi manca poco che consiglino le camere a gas per questi stupidi amici dell'uomo (andate a controllare sul BUM, se non ci credete…).  Al Comune sanno, per caso, quanti turisti hanno il cane?

2) In rinomate località turistiche, compresa la Costa Azzurra, che qualche esperienza in materia ce l'ha, tutti i locali di ristorazione espongono sui marciapiedi la specifica delle vivande con relativi prezzi. Da noi, invece, quasi sempre, si privilegia la "imprenditorialità" del Ristoratore, lo spirito d'avventura del turista e l'effetto sorpresa quando arriva il conto.

3) Il Lungomare, è il vanto, d'estate e d'inverno, di ogni cittadina balneare. Rotonde, panchine,  belvedere, consentono la sosta nella passeggiata "lungo il mare ". Da noi, a P.d'Ascoli c'è, invece, il "Lungobaracchette", poi il "Lungochalets" (e, per fortuna che le siepi faticano a crescere!) e, per finire, una "cosa" che, nell'ultimo punto da cui si vedeva l'Adriatico, invita ad accontentarsi del rumore. Carducci, se fosse capitato da queste parti, non avrebbe mai potuto scrivere di S.Benedetto "sì bella, a specchio dell'Adrìaco mare"…

Si dà il caso  che i Turisti non siano, in genere, persone colte, però queste cose le capiscono e si regolano di conseguenza.

Cultura libresca. Ascoli è al 67° posto nel canone delle Province che leggono. Vale a dire, quasi in fondo alla classifica. In queste ultime settimane sembra  che, in evidente "controtendenza", sulle spiagge nostrane si sia letto molto. Ne son seguite "inchieste" entusiaste quanto prive di titoli. A nessuno è venuto il dubbio che il fenomeno sia stato determinato dalle massicce vendite delle "Barzellette su Totti". Beh!, in fondo, essendo stampato e rilegato, è un libro anche quello!  

06/09/2003





        
  



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