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Intervista a Giovanni Allevi

| Il giovane pianista ascolano è stato il supporter di Jovannotti durante i suoi ultimi concerti

di Antonella Roncarolo

Giovanni Allevi è un giovane pianista ascolano. Probabilmente pochi di voi lo conoscono, ma se avete assistito all'ultimo tour di Lorenzo Cherubini  (Jovannotti per intendeci), sicuramente vi ricorderete di un ragazzo che si esibiva da solo come supporter. Quel ragazzo era proprio il nostro Giovanni, che armato solo della sua musica intratteneva il pubblico con successo.        

Com'è cominciata la tua carriera, qual è stata la molla decisiva?
La passione per la musica classica è stata la molla vincente, ma anche la voglia di esprimermi con le note. Sono un compositore.

Da quanto tempo conosci Jovanotti e quali sono i tuoi progetti con lui?
E' un esperienza recente, molto recente, e quindi aperta ad entusiasmanti sviluppi.

Cosa pensi della musica che si suona oggi?
Questa per me è come un ipertesto, ogni suo frammento richiama qualcosa d'altro e cosi via fino a formare una rete che abbraccia il mondo intero.

E il festival di Sanremo?
Confesso che non  ho seguito Sanremo. Conosco solo il brano di Syria, di cui ho scritto gli archi.

Pace o guerra: cosa ne pensi?
Se Bush bombardasse l'Iraq di medicinali, cibo, fiori e tecnici esperti di industria,  avrebbe colto l'occasione per passare davvero alla storia. Ma non l'ha fatto.

E il tuo futuro?
Sto scrivendo un repertorio per piano e orchestra e tra qualche mese esce il mio secondo cd per pianoforte solo. E poi... Boston e Hong Kong.

27/03/2003





        
  



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